Effetti Immagini

mercoledì 15 maggio 2013

Festa della Mamma!!
(scusate il ritardo)


Negli anni Settanta, "Nestlé" ed altri gruppi alimentari finiscono nel bersaglio delle organizzazioni umanitarie. Con grandiose campagne pubblicitarie, cercano di convincere le giovani mamme a passare all'alimentazione artificiale per i loro bambini. E lo fanno in modo perfido: ricordando i presunti svantaggi del latte materno, le grandi aziende regalano latte in polvere a reparti maternità, mamme e donne incinte [1].
Le conseguenze sono catastrofiche, soprattutto nei paesi in via di sviluppo: le donne accettano, piene di gratitudine, i doni dei benefattori occidentali e smettono di allattare i loro bambini. Sebbene nelle zone senza accesso a riserve d'acqua pulita il consumo di latte in polvere sia altamente pericoloso per i poppanti, i grandi gruppi sostengono che il latte in polvere sia più sano di quello materno.
Quando le generose regalie cessano, spesso anche i seni non hanno più niente da offrire. Le donne sono divenute dipendenti dal latte artificiale. Ora però devono pagarlo profumatamente [2].

Nel marzo del 1981, l'"Organizazione Mondiale della Sanità" ("OMS"), approva un "codice internazionale per la commercializzazione dei surrogati del latte materno". Questo documento limita la pubblicizzazione di alimenti per bambini e vieta la loro distribuzione gratuita o a basso prezzo.
Nel 1982, "Nestlé" pubblica delle direttive di marketing, concepite in teoria nel rispetto del codice internazionale, ma che sono criticate come completamente insufficienti dall'"UNICEF", l'agenzia dell'"ONU" per la protezione dell'infanzia.
Solo nel 1984, sotto la crescente pressione dei boicottatori, che si attivano in numerosi paesi con lo slogan "Nestlé uccide i bambini", il gruppo sottoscrive il codice dell'"OMS".

Così tutto dovrebbe essere a posto. O meglio, avrebbe dovuto. Perché le multinazioanli trovano sempre un modo per aggirare i divieti.
L'"International Baby Food Action Network" ("IBFAN"), documenta nel suo sito numerosi casi attuali di contravvenzione al divieto di pubblicità imposto dall'"OMS" [3].
Insieme a "Nestlé", il sito mette sotto accusa anche "Hipp", "Mi-lupa", "Danone", "Abott", "Humana", "Heinz", "Gerber" ("Novartis"), "Mead Johnson" ("Bristol-Myers Squibb") e varie altre aziende.
Nel dicembre del 1999, un ex-dipendente della sede pakistana della "Nestlé" accusa l'azienda di infrangere pesantemente il codice dell'"OMS" e di corrompere sistematicamente i dipendenti della sanità pakistana, in un Paese dove migliaia di bambini muoiono per le conseguenze derivanti dal consumo di latte in polvere. "Per aumentare le vendite abbiamo corrotto i pediatri e abbindolato le madri dei neonati", racconta l'uomo alla rivista tedesca "Stern" [4].
Il gruppo svizzero riusce a ritirare all'ultimo minuto dalla programmazione del canale tedesco "ZDF" un reportage sullo scandalo della "Nestlé" pakistana [5].
Secondo l'"UNICEF" oggi, in Pakistan, l'84 per cento dei poppanti è nutrito con latte artificiale - un business redditizio, considerati i 130 milioni di abitanti del paese. Sì, su Internet e sulle confezioni "Nestlé" si ricorda che il latte materno è "il cibo meno caro e più sano per il vostro bambino", ma solo una donna su quattro, in Pakistan, sa leggere e scrivere [6].
A causa delle loro infrazioni al codice dell'"OMS", le aziende produttrici di cibi per i bambini sono continuamente in conflitto non solo con l'"UNICEF", l'agenzia dell'"ONU" per la protezione dell'infanzia, e l'"IFBAM", ma anche con l'"Organizzazione Mondiale del Lavoro" ("ILO"), la "World Alliance for Breastfeeding Action" ("WABA") e numerosi altri gruppi [7].

Ora le aziende hanno cominciato un nuovo assalto al mercato delle mamme: "Nestlé" & Co. sostengono che solo la distribuzione di cibo per poppanti può impedire che i bambini contraggano I'AIDS per mezzo del latte materno.
Soprattutto in Africa la diffusione del virus ha raggiunto dimensioni epidemiche. Secondo l'"UNAIDS", il Programma delle Nazioni Unite per l'Aids/Hiv, nei paesi sub-sahariani in media il 9 per cento delle donne è infetto dal virus Hiv. Nel mondo 3,8 milioni di bambini sono morti di Aids. Secondo le stime, 3,4 milioni sono stati contagiati dalle loro madri.
Se si distribuisse il latte in polvere alle mamme, molti di questi bambini potrebbero sopravvivere, raccontano i grandi gruppi dell'industria alimentare. La stimata rivista economica "Wall Street Journal" accusa addirittura l'"UNICEF" - che si rifiuta di concedere ai gruppi industriali l'autorizzazione per la distribuzione gratuita dei loro prodotti - di mettere a rischio la vita di milioni di bambini [8].
L'"UNICEF" non è contraria per partito preso alla distribuzione di latte artificiale alle mamme portatrici del virus Hiv [9]. Il fatto è che solo una minima parte - circa il 15 per cento - dei contagi è causata dal latte materno. Dall'esplosione dell'epidemia di Aids circa trenta anni fa, secondo le stime dell'"UNICEF", sono stati contagiati in questo modo solo 1,1-1,7 milioni di bambini. La maggioranza dei contagi avviene già durante la gravidanza, nel grembo materno. Inoltre, in Africa, pochissimi hanno accesso ai test che comprovano il contagio. Solo il 5 per cento dei contagiati sa di essere positivo all'Hiv [10].
Se il latte in polvere viene somministrato alla cieca, senza test preventivi, rischia di mietere più vittime che il latte materno: secondo l'"OMS", ogni anno un milione e mezzo di bambini muoiono perché non sono stati allattati al seno. La causa più frequente sono le infezioni di diarrea e di malattie affini, dovute al fatto che nelle regioni sottosviluppate l'accesso all'acqua pulita è solo un'eccezione. Il latte in polvere viene sciolto quindi in acqua infetta da batteri, e diviene così la prima causa di contagio e di morte. "Un bambino nutrito con il biberon rischia di morire di diarrea sei volte di più rispetto a un bambino che è stato allattato", dice Urban Jonsson, direttore regionaledell'"UNICEF" per l'Africa orientale e meridionale. "Nestlé lo sa, ma continua a fare pubblicità per i suoi prodotti a base di latte artificiale." [11].
L'"UNICEF" esige perciò che gli alimenti per bambini siano distribuiti esclusivamente in certe situazioni e sotto il suo controllo: solo alle madri sicuramente infette e in condizioni igieniche rigorosissime. L'organizzazione umanitaria lotta perciò soprattutto per la diffusione dei test e dei farmaci anti Aids.
Inoltre la Direttrice dell'"UNICEF", Carol Bellamy, si è messa in contatto con i gruppi produttori di alimenti per bambini, per poter effettivamente offrire del latte in polvere alle madri il cui contagio con il virus Hiv è accertato. Ma le negoziazioni sono fallite, secondo l'"UNICEF" perché le industrie violavano il codice dell'"OMS" e intendevano ancora abusare della distribuzione gratuita per perseguire i loro scopi pubblicitari.
Poiché, se questo prodotto si impone alla percezione delle masse come panacea contro il contagio dell'Aids, anche i paesi poveri possono divenire fonte di grassi profitti [12].

Se, poi, l'Aids si dimostrasse la frode scientifica del secolo, beh, allora...

Note e fonti:
[1] Per informazioni più dettagliate: http://www.ibfan.org e http://www.ibfan.org/english/codewatch/btrO1/index-en.htm
[2] Si veda anche "Formula far Disaster", "Wall Street Journal", 6 dicembre 2000
[3] "Breaking the Rules", "Strecching the Rules" 2001, su http://www.ibfan.org/english/codewatch/btrO1/index-en.htm
[4] "Todbringende Rezeptschlacht", "Stern" 50/1999
[5] Angeldindingt, aber rde gesendet. Warum das ZDF einen Beitrag iiber Nestlé kippte, «Berliner Zeitung», 10 dicembre 1999 [6] Risicante Mischung, «Facts» 51/1999
[7] Lista dei sostenitori della campagna per il latte materno su http://www.waba.org.br/ilopage.htm
[8] Si veda anche "Formula far Disaster", "Wall Street Journal", 6 dicembre 2000
[9] Si veda http://unicef.org/programme/hiv/mtct/mtct_int.htm
[10] Si vedahttp://unicef.org/newsline/OObreastfeeding.htm
[11] Intervista rilasciata a Klaus Werner il 12 dicembre 2000
[12] "I crimini delle multinazionali", di Klaus Werner e Hans Weiss, Newton Compton Editori, 138-141

lunedì 13 maggio 2013

Il vero volto di Roberto Saviano

"Anche la mente più erudita ha qualcosa da imparare."
George Santayana


"Sei convinto anche tu, che sai di appartenere al 99 per cento che detiene la stessa ricchezza del restante 1 per cento, che la tua fatica sempre maggiore per sbarcare il lunario sia principalmente colpa del capitalismo finanziario?
Credi anche tu che le banche, capaci di farsi regalare miliardi dagli Stati, ossia alla fine da te stesso, e che a te però non rinnovano il credito, siano un moloch colossale dominato da una cricca invisibile e intoccabile di speculatori e alti dirigenti ricompensati più delle massime star del cinema e del calcio?
In parte ti sbagli.
Non esiste nessun potere occulto che ti schiaccia, nessuna Spectre laureata nelle migliori università*, dai costumi di una ricchezza mai troppo esibita, dai modi sobri e pacati [...].

Sono loro
[broker, trader, funzionario, sportellista eccetera], tutti assieme, che eseguono le direttive delle banche, e sono quasi sempre persone oneste.
Oneste non soltanto come chi non commette illeciti, ma come chi crede di agire per il bene della banca senza per questo adoperarsi per il male del cliente [...].

Così si arriva a quel meccanismo planetario che può sembrarti una specie di complotto e che invece funziona molto di più secondo le modalità definite come 'banalità del male' [...].

Le Torri sono appena crollate e gli Stati Uniti si stanno riprendendo.
George W. Bush ha promulgato il Patriot Act, che tra i suoi scopi ha quello di prevenire, individuare e perseguitare** il riciclaggio internazionale di denaro e il finanziamento del terrorismo*** [...].
La politica antiterrorismo americana passa anche da qui."
[1].

"Non già conoscere molte cose, ma mettere molte cose in contatto, questo è uno dei primi gradini dello spirito creativo."
Hugo Von Hofmannsthal


* Il 6 Febbraio 2004, su "La Stampa", Maurizio Molinari scrive un articolo in cui si evidenzia come i possibili rivali nelle urne il prossimo 2 novembre, George W. Bush e John F. Kerry, pur avendo differenti vite alle spalle e opposte visioni della società americana, sono accomunati dall'essere entrambi dei "Bonesmen", ovvero membri della élitaria setta segreta "Skull and Bones", nella quale vennero cooptati durante i rispettivi periodi di studio passati all'Università di "Yale" [4].
Andrew Meyer, uno studente 21enne che, nel corso di un dibattito organizzato dall'università della Florida, ha "osato" porre domande scomode al senatore John F. Kerry riguardanti la sua "militanza" nella "Skull and Bones", viene tratto in arresto [5].

** Subito dopo l'11 Settembre 2001, molti Governi avviano delle indagini su un possibile insider trading legato agli attacchi terroristici di quel giorno. Inchieste analoghe sono prese dai Governi di Belgio, Cipro, Francia, Germania, Giappone, Italia, Lussemburgo, Montecarlo, Olanda, Stati Uniti, Svizzera ed altri. Nonostante il chiaro interesse degli inquirenti, nessuna delle indagini porta ad un atto d'accusa. Questo perché si considera poco plausibile l'ipotesi che le persone presumibilmente coinvolte in quei loschi affari potessero essere collegati a chi era accusato di aver commesso i crimini dell'11 Settembre.
Questo è un esempio della logica circolare spesso usata da chi ha concepito le versioni ufficiali dell'11 Settembre. Il ragionamento funziona così: se supponiamo di sapere chi furono i colpevoli (cioè "Al-Quaeda", secondo la vulgata) e quelli che erano coinvolti negli affari non sembrano essere collegati a questi presunti colpevoli, allora l'insider trading non ha avuto luogo.
Questo è, in sostanza, quanto ha detto la Commissione sull'11 Settembre. Essa ha concluso che le "indagini approfondite" condotte dalla SEC e dall'FBI "non hanno portato alla luce alcuna prova che persone informate preventivamente degli attacchi abbiano ricavato profitto dalla compravendita di titoli.". Essi intendevano dire che qualcuno aveva effettivamente tratto profitto da operazioni di Borsa, ma che, in base alla loro stessa presunzione di colpa, chi lo aveva fatto non era collegato a chi era colpevole di aver diretto gli attacchi. In una nota a piè di pagina, il rapporto della Commissione riconosce "operazioni a prima vista molto sospette" ma afferma che quelle relative alla "United Airlines" sono riconducibili ad "un singolo investitore istituzionale residente negli Stati Uniti senza alcun legame plausibile con Al-Queda." [6].
Piccolo particolare, quando si trattò di designare il nuovo capo della SEC per far fronte agli scandali finanziari che scossero Wall Street, George W. Bush scelse William Donaldson, "Bonesmen" classe 1953 [4].

*** Il "Carlyle Group" tiene la riunione annuale degli azionisti proprio la mattina dell'11 Settembre e, a fare compagnia a Shafiq Bin Laden, tra gli altri soci, nel lussuoso Hotel "Ritz Carlton" di Washington, quella mattina, ci sono anche James A. Baker, John Major e George H. W. Bush. Il Gruppo, che ha negli investimenti per la Difesa degli Stati Uniti d'America il proprio core business, trova, negli attacchi dell'11 Settembre 2001, un potente alleato che può far balzare alle stelle gli stanziamenti per la Difesa, aumentando esponenzialmente gli introiti del Gruppo e dei suoi soci.
Il "Carlyle Group", l'undicesimo fornitore della Difesa statunitense in ordine di grandezza, detiene il 54% del capitale della "United Defense Industries", la quale vende l'80% dei suoi prodotti al Governo USA, per una stima che, nel 2001, si aggira intorno ai 560 milioni di dollari di fatturato. Data la necessità della guerra al terrorismo, la "United Defense Industries" si vede affidare la fabbricazione del carro armato "Crusader", commessa che permetterà all'azienda, ed al controllante "Carlyle Group", di poter usufruire di stanziamenti per mezzo miliardo di dollari, denaro grazie al quale può acquisire il controllo della svedese "Bofors" e dell'inglese "Qinetiq" [2].
Lo stesso "Carlyle Group" richiede ed ottiene, a sei mesi dagli attentati, il collocamento in borsa della "United Defense", realizzando, in un solo giorno, un guadagno di 237 milioni di dollari [3].

Note e fonti:
[1] "ZeroZeroZero", di Roberto Saviano, Narratori Feltrinelli, 281-283
[2] "Bin Laden e Bush due famiglie, stessi affari", tratto da "brianza popolare - Notizie, commenti, proposte dalla Brianza, per la Brianza"
[3] Cit. "The Wall Street Journal", 28 Settembre 1999, che riporta un'intervista del 1990 al "Post" di Houston
[4] "Teschio e ossa - Il segreto che unisce Bush e Kerry"
[5] "Studente fa domande scomode a Kerry - Arrestato e immobilizzato col taser"
[6] Commissione nazionale sugli attacchi terroristici agli Stati Uniti, "Rapporto della Commissione sull'11 Settembre", Luglio 2004, p. 172 e capitolo 5, nota 130, http://govinfo.library.unt.edu

giovedì 9 maggio 2013

Advertising Space


Il "teorico del complotto", nonché assiduo frequentatore del bar, Fabio Pitorri, mi ha fatto avere la locandina del prossimo appuntamento di Paolo Barnard, che si terrà a Fiumicino, sabato 18 Maggio.
Loading...

Iscriviti alla Mailing list "La Teoria del Complotto"

a

QUESTO BLOG NON RAPPRESENTA UNA TESTATA GIORNALISTICA IN QUANTO VIENE AGGIORNATO SENZA NESSUNA PERIODICITÀ, PERTANTO, NON PUÒ CONSIDERARSI UN PRODOTTO EDITORIALE AI SENSI DELLA LEGGE N. 62 DEL 7.03.2001. QUESTO BLOG NON È STATO CREATO A SCOPO DI LUCRO, LE PUBBLICITÀ CHE L'AUTORE INSERISCE NON SONO A PAGAMENTO. L'AUTORE NON HA ALCUNA RESPONSABILITÀ PER QUANTO RIGUARDA I SITI, I BLOG E, PIU’ IN GENERALE, TUTTI I LINK AI QUALI È POSSIBILE ACCEDERE TRAMITE I COLLEGAMENTI POSTI ALL'INTERNO DEL SITO STESSO, FORNITI COME SEMPLICE SERVIZIO. IL FATTO CHE IL BLOG FORNISCA QUESTI COLLEGAMENTI NON IMPLICA L'APPROVAZIONE DELLE PAGINE A CUI SI ACCEDE, SULLA CUI QUALITÀ, CONTENUTI E GRAFICA È DECLINATA OGNI RESPONSABILITÀ. L'AUTORE NON È RESPONSABILE PER QUANTO PUBBLICATO DAI LETTORI NEI COMMENTI AD OGNI POST O NELLE PAGINE DEL BLOG; I COMMENTI RITENUTI OFFENSIVI, DI GENERE “SPAM” O CONSIDERATI NON ATTINENTI, POTRANNO ESSERE CANCELLATI. I COMMENTI LESIVI DELL’IMMAGINE O DELL’ONORABILITÀ DI PERSONE TERZE, NON SONO DA ATTRIBUIRSI ALL’AUTORE, NEMMENO SE IL COMMENTO VIENE ESPRESSO IN FORMA ANONIMA E COMUNQUE SARANNO CANCELLATI APPENA POSSIBILE. DECLINO OGNI RESPONSABILITÀ PER GLI EVENTUALI ERRORI ED INESATTEZZE RIPORTATI NEL BLOG E PER GLI EVENTUALI DANNI DA ESSI DERIVANTI.

QUESTO BLOG UTILIZZA GOOGLE ANALYTICS, UN SERVIZIO DI ANALISI WEB FORNITO DA GOOGLE, INC. ("GOOGLE"). GOOGLE ANALYTICS UTILIZZA DEI "COOKIES", CHE SONO FILE DI TESTO CHE VENGONO DEPOSITATI SUL VOSTRO COMPUTER PER CONSENTIRE AL SITO WEB DI ANALIZZARE COME GLI UTENTI UTILIZZANO IL SITO. LE INFORMAZIONI GENERATE DAL COOKIE SULL'UTILIZZO DEL SITO WEB DA PARTE VOSTRA (COMPRESO IL VOSTRO INDIRIZZO IP) VERRANNO TRASMESSE A, E DEPOSITATE PRESSO I SERVER DI GOOGLE NEGLI STATI UNITI. GOOGLE UTILIZZERÀ QUESTE INFORMAZIONI ALLO SCOPO DI TRACCIARE E ESAMINARE IL VOSTRO UTILIZZO DEL SITO WEB, COMPILARE REPORT SULLE ATTIVITÀ DEL SITO WEB PER GLI OPERATORI DEL SITO WEB E FORNIRE ALTRI SERVIZI RELATIVI ALLE ATTIVITÀ DEL SITO WEB E ALL'UTILIZZO DI INTERNET. GOOGLE PUÒ ANCHE TRASFERIRE QUESTE INFORMAZIONI A TERZI OVE CIÒ SIA IMPOSTO DALLA LEGGE O LADDOVE TALI TERZI TRATTINO LE SUDDETTE INFORMAZIONI PER CONTO DI GOOGLE. GOOGLE NON ASSOCERÀ IL VOSTRO INDIRIZZO IP A NESSUN ALTRO DATO POSSEDUTO DA GOOGLE. POTETE RIFIUTARVI DI USARE I COOKIES SELEZIONANDO L'IMPOSTAZIONE APPROPRIATA SUL VOSTRO BROWSER, MA CIÒ POTREBBE IMPEDIRVI DI UTILIZZARE TUTTE LE FUNZIONALITÀ DI QUESTO SITO WEB. UTILIZZANDO IL PRESENTE SITO WEB, VOI ACCONSENTITE AL TRATTAMENTO DEI VOSTRI DATI DA PARTE DI GOOGLE PER LE MODALITÀ E I FINI SOPRAINDICATI.

IL BLOG UTILIZZA UN SERVIZIO DI STATISTICHE D'ACCESSO FORNITO DA ''HISTATS.COM'' DELLA SOCIETÀ PROTOSCONNECT SAGL. IL SISTEMA DI STATISTICHE È REALIZZATO MEDIANTE L'INSERIMENTO DI UNO SCRIPT PRESENTE ALL'INTERNO DELLE PAGINE DEL SITO. A SEGUITO DELLA CONSULTAZIONE DI QUESTO BLOG POSSONO ESSERE TRATTATI DATI RELATIVI A PERSONE IDENTIFICABILI. INFATTI, I SISTEMI INFORMATICI E LE PROCEDURE SOFTWARE PREPOSTE AL FUNZIONAMENTO DI QUESTO BLOG ACQUISISCONO, NEL CORSO DEL LORO NORMALE ESERCIZIO, ALCUNI DATI PERSONALI LA CUI TRASMISSIONE E' IMPLICITA NELL'USO DEI PROTOCOLLI DI COMUNICAZIONE DI INTERNET. IL SISTEMA DI STATISTICHE TRATTA ALCUNE INFORMAZIONI RELATIVE AL VISITATORE DEL BLOG, RACCOLTE IN FORMA ANONIMA DALLA ''HISTATS.COM''. IL ''TITOLARE'' DEL LORO TRATTAMENTO È LA SOCIETÀ PROTOSCONNECT SAGL CON SEDE IN VIA ALLA ROGGIA N. 32 - 6962 LOCALITÀ VIGANELLO - LUGANO (SVIZZERA).
PER OGNI ASPETTO RIGUARDANTE IL LUOGO DI TRATTAMENTO DEI DATI E I TIPI DI DATI TRATTATI CONSULTARE LA PRIVACY POLICY DI ''Histats.com''.

INFORMATIVA PRIVACY (ART.13 D.LGS. 196/2003): I DATI CHE I PARTECIPANTI AL BLOG CONFERISCONO ALL’ATTO DELLA LORO ISCRIZIONE SONO LIMITATI ALL’ INDIRIZZO E-MAIL E SONO OBBLIGATORI AL FINE DI RICEVERE LA NOTIFICA DI PUBBLICAZIONE DI UN POST. PER POTER POSTARE UN COMMENTO INVECE, OLTRE ALL’EMAIL, È RICHIESTO L’INSERIMENTO DI NOME E COGNOME, CHE POSSONO ANCHE NON ESSERE PUBBLICATI INSIEME AL COMMENTO POSTATO DALL’UTENTE, MENTRE L’INDIRIZZO E-MAIL VIENE UTILIZZATO ESCLUSIVAMENTE PER L’INVIO DELLE NEWS DEL SITO. LE OPINIONI ED I COMMENTI POSTATI DAGLI UTENTI E LE INFORMAZIONI E I DATI IN ESSO CONTENUTI NON SARANNO DESTINATI AD ALTRO SCOPO CHE ALLA LORO PUBBLICAZIONE SUL BLOG, IN PARTICOLARE, NON NE È PREVISTA L’AGGREGAZIONE O SELEZIONE IN SPECIFICHE BANCHE DATI. EVENTUALI TRATTAMENTI A FINI STATISTICI CHE IN FUTURO POSSA ESSERE INTENZIONE DEL SITO ESEGUIRE SARANNO CONDOTTI ESCLUSIVAMENTE SU BASE ANONIMA. MENTRE LA DIFFUSIONE DEI DATI ANAGRAFICI DELL’UTENTE E DI QUELLI RILEVABILI DAI COMMENTI POSTATI DEVE INTENDERSI DIRETTAMENTE ATTRIBUITA ALLA INIZIATIVA DELL’UTENTE MEDESIMO, GARANTIAMO CHE NESSUNA ALTRA IPOTESI DI TRASMISSIONE O DIFFUSIONE DEGLI STESSI È, DUNQUE, PREVISTA. IN OGNI CASO, L’UTENTE HA IN OGNI MOMENTO LA POSSIBILITÀ DI ESERCITARE I DIRITTI DI CUI ALL’ ART. 7 DEL D.LGS. 196/2003. PER FAR VALERE TALI DIRITTI, L'UTENTE PUÒ RIVOLGERSI DIRETTAMENTE AL TITOLARE DEL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI ALL'INDIRIZZO nico.forconi@tiscali.it.